Aggiornamento del 17 Novembre 2020

Aggiornamento del 17 Novembre 2020

🇮🇹   Un ulteriore passo nella direzione giusta, i segnali sono sempre più incoraggianti. Il caro prezzo pagato dagli anziani.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 32191 i NUOVI POSITIVI, su 208458 TAMPONI (15,4%) e 114933 PERSONE TESTATE (28,01%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 34658 nuovi positivi al giorno, ossia +996 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +2391).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +3% (ieri era +7,3%, il giorno prima +7,8%, prima ancora +8,5%, +13,8%, +16%, +18,7%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 405 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 273, Francia: 392, Regno Unito: 253, Germania: 154, Paesi Bassi: 244, Belgio: 378, Austria: 528, Svezia: 256, Romania: 295, Portogallo: 384, Polonia: 445, Rep.Ceca: 538 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 17/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Valle d’Aosta: 808; Bolzano: 757; Piemonte: 625; Lombardia: 565; Toscana: 450; Veneto: 443; Campania: 440; Umbria: 428; Liguria: 405. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Puglia (+37,3%), Sicilia (+30,6%), Abruzzo (+23,8%), Friuli VG (+18,8%), Valle d’Aosta (+18,8%), Emilia Romagna (+18,6%), Molise (+15,9%), Sardegna (+15,2%), e Basilicata (+13,6%).

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento del tutto inaffidabile.

💊  Oggi +538 RICOVERI, +120 TERAPIE INTENSIVE, e 731 DECESSI.

Abbiamo attualmente 33074 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 114% del valore di picco (29010 il 4 aprile) e al 51% dei posti letto attualmente disponibili (65298, fonte: AGENAS, aggiornamento oggi, 17/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +634 pazienti al giorno (era +1074 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +15,5%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -40,9% (ieri era -37,1%, il giorno prima -25,6%, prima ancora -12%, -1,5%, -9,3%, +2,7%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3612, pari al 88,8% del massimo valore raggiunto (4068, il 3 aprile) e al 42% dei posti letto attualmente disponibili (8593, fonte: AGENAS, aggiornamento oggi, 17/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +92 pazienti al giorno (era +107 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +21,6%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -14,1% (ieri era -22,2%, il giorno prima -16,9%, prima ancora -15%, -7%, +5,3%, +4,4%).

In media abbiamo avuto in Italia 591 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 417 nei sette giorni precedenti.

In sette giorni abbiamo avuto 6,91 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 5,3, Francia: 5,7, Regno Unito: 3,95, Germania: 1,3, Paesi Bassi: 3,1, Belgio: 11,25, Austria: 3,4, Svezia: 0,85, Romania: 4,95, Portogallo: 4,3, Polonia: 6,1, Rep.Ceca: 12,95 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 17/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵  In un giorno in cui si devono contare 731 decessi è dura per chiunque dare messaggi di incoraggiamento, senza passare per insensibili, o peggio. Vi assicuro che ho negli occhi i volti di quelle persone, ne ho viste così tante, in 25 anni che mi occupo di loro, che mi sembra di conoscerle una ad una. Parlo degli anziani, soprattutto, spesso ipertesi, cardiopatici, diabetici, o con un mix di queste e altre patologie. Per non dire degli oncologici (sì, conosco bene pure questi volti, ma per altre ragioni). Sono loro che vengono colpiti da questa malattia (e non solo da questa, beninteso). La media dell’età dei decessi per COVID è ancora oggi intorno agli 80 anni, sostanzialmente stabile, fin dall’inizio dell’epidemia in Italia. Molti altri sono colpiti, anche parecchio più giovani, alcuni finiscono in Terapia Intensiva, ma alla fine sono soprattutto gli anziani a pagare (e non in TI, dove raramente ha senso mandarli, per cercare di recuperare quel che non si può più recuperare).

Perché così tanti in Italia, ci chiediamo ogni sera, e ce lo chiederemo ancora per qualche settimana, visto che la curva dei decessi è in ritardo, come sempre, e sta ancora nella fase di salita. La risposta più comune, e più corretta, è che i nostri anziani sono più numerosi che altrove. È vero, ma non basta a spiegare questi numeri, che non trovano sufficiente ragione nemmeno nelle cure, stavolta non così convulse o tardive, o perfino negate, come furono a febbraio. Rimangono molti interrogativi aperti, a cui forse si troverà risposta con studi più approfonditi. La mia sensazione, per quel niente che vale, è che paghiamo non solo l’età avanzata, ma le condizioni in cui queste persone arrivano a quell’età, e non parlo solo delle patologie associate, ma della situazione economica, sociale, famigliare in cui vivono, della propria incapacità di proteggersi, o di capire di doverlo fare, e di come farlo. Paghiamo la nostra arretratezza culturale ed economica, la scarsa scolarità, la povertà di mezzi e di aiuti, non solo quella di oggi, ma di tanti anni che abbiamo alle spalle. Dobbiamo ammettere tristemente, ma obiettivamente, che non abbiamo fatto grandi passi avanti nel trattamento di questi pazienti in ospedale, e che davvero poco abbiamo fatto per evitare che ci finissero.

Possiamo quindi solo fare un ulteriore sforzo in queste settimane, tutti quanti, per proteggere i nostri anziani, e proteggere noi stessi, anche per evitare di portare a loro il virus. Lo stiamo facendo, adesso, meglio di qualche settimana fa, questo è certo. La curva migliora ogni giorno, anche oggi abbiamo fatto un passo importante, e ormai sapete anche quali sono i dati da guardare. Sono sempre più numerose le province con aumento negativo (quindi in calo di contagi), e prima o poi le vedremo tutte quante superare l’ostacolo. Sono anche in riduzione le ospedalizzazioni. Teniamo duro. Facciamolo per noi stessi e per tutti quei volti.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1238072 pazienti COVID-19, di cui 457798 guariti, 733810 attualmente positivi (33074 ricoverati in reparto, 3612 in Terapia Intensiva, 697124 in isolamento domiciliare), e 46464 pazienti deceduti.