Aggiornamento del 16 gennaio 2021

Aggiornamento del 16 gennaio 2021

🇮🇹   Stabili nella curva dei casi e nei numeri degli ospedali, in attesa che la vita riparta.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 16310 i nuovi positivi, su 260704 tamponi (6,3%) e 84965 persone testate (19,2%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 15838 nuovi positivi al giorno, ossia -828 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +859).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -5% (ieri era +5,5%, il giorno prima +2,4%, prima ancora -1,7%, +6,6%, +11,7%, +12,3%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Molise (+56,3% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Trento (+43,4%), Bolzano (+38,9%), Sicilia (+19,8%), Sardegna (+13,9%), Campania (+13,3%), Lombardia (+6,7%), Friuli VG (+6,7%), Umbria (+6,4%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 184 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. I valori più elevati tra le Regioni sono in Friuli VG, con 394 casi, seguono Bolzano (368), Trento (304), e Emilia Romagna (266). L’incidenza più bassa è in Toscana, con 80 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

*Dal 15 gennaio sono (finalmente) inclusi nel conteggio dei tamponi anche i test rapidi antigenici.

💊  Oggi -57 RICOVERI, -2 TERAPIE INTENSIVE, e 475 DECESSI.

Abbiamo attualmente 22784 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 36% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -68 pazienti al giorno (era +45 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -2%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -2 pazienti, con 170 ingressi e 172 uscite (ieri sono stati 156/191, il giorno prima 164/186). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2520, pari al 29% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -10 pazienti al giorno (era +3 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -2,8%.

In media abbiamo avuto in Italia 487 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 487 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -0,1% (ieri era +3,8%, il giorno prima +13,6%, prima ancora +5,4%, +5,8%, +6,4%, +0,5%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,64 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 1072086 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, di cui ho parlato nei giorni scorsi, qui trovate sempre l’aggiornamento https://public.flourish.studio/visualisation/4908014/.

🔵   Si conferma il momento di stabilità complessiva, sia per quanto riguarda i nuovi casi (siamo a 184 su 100.000), sia i numeri dagli ospedali, che da qualche giorno hanno ripreso una timida discesa. Anche i decessi sono invariati, e questo è il dato che meglio fa capire quanto sia insoddisfacente la quota alla quale avviene questa stabilizzazione (che lo sapete, non è una tregua firmata, è solo un temporaneo equilibrio di forze nel solito tiro alla fune con il virus).

Ecco perché è giusto e doveroso cercare di scendere ancora. Non solo per evitare di essere troppo esposti sul piano sanitario in caso di nuovi “strattoni” del contagio, ma per limitare quanto più possibile le perdite di vite umane che pure la calma apparente di questa fase porta con sé.

Su questo argomento abbiamo detto molte volte, e mi pare giusto ogni tanto soffermarmi: non si tratta solo di persone anziane (o molto anziane), o già malate (spesso molto malate), anche se è vero che queste sono la maggioranza tra le vittime che contiamo ogni giorno. Ci sono anche persone più giovani, e apparentemente in buona salute. La slide 3 vuole essere un invito a meditare su questo, con i numeri che abbiamo finalmente a disposizione.

Ma è altrettanto vero che questi fenomeni sono, in parte, storia naturale di ogni stagione invernale, con la sola influenza che causa 8000 decessi, e che quest’anno pare ridimensionata a circa un quinto della sua minima diffusione (verosimilmente grazie a mascherine, distanziamento, e lavaggio mani). Se si aggiunge che molti dei decessi che attribuiamo (correttamente) a Covid sarebbero avvenuti in un tempo più o meno breve per altra causa legata alle condizioni del paziente, si capisce perché il peso effettivo di questo evento sarà calcolabile solo con le statistiche dell’eccesso di mortalità rispetto agli anni scorsi, che ISTAT produce trimestralmente.

Non voglio con questo minimizzare l’impatto, che resta drammatico (e si vedrà eccome in quelle statistiche), ma solo aiutare a dare ad esso un ponderato giudizio. Che non può portare dunque, a mio avviso, alla sola risposta di chiudere ogni attività e forma di vita sociale, ma deve guidare a calibrare le chiusure e le aperture con saggezza, e umanità. La stessa umanità che ci porta al cordoglio per i defunti, e le loro famiglie, deve indurci a rispettare con piena solidarietà le rimostranze di chi patisce le conseguenze indirette della pandemia, talora dolorosissime, che avvelenano la vita, e ne minano le sue stesse caratteristiche imprescindibili: di azione, di movimento, di relazione, di affetto, di equilibrio psichico, di speranza per l’avvenire, nostro e dei nostri figli.

Ecco perché invito tutti e ognuno a una riflessione pacata, solidale della sofferenza, da una parte e dall’altra, in questa angosciosa marcia collettiva verso la liberazione dal virus, che pure avrà una sua fine. Non ci sono ricette facili, né bacchette magiche, e certo non aiutano le visioni catastrofiche di chi invoca lockdown totali, né l’indifferenza sprezzante di chi si ritiene ribelle e invulnerabile, almeno nell’animo.

Serve invece senso della misura e concretezza, e un aiuto a leggere la situazione per quello che è, cercando di superare i preconcetti e le guerre di posizione ideologica. Se la strada per uscire dall’emergenza sarà breve – e io lo credo davvero – non lo sarà quella della ricostruzione sulle macerie, che ancora non ci appare del tutto. Servirà il meglio di ognuno, e la propria disponibilità verso il prossimo. Troviamola, e facciamone uso fin d’ora.

 

Stasera alle 20.30 sarò in diretta Facebook su questa pagina https://www.facebook.com/attivamente.attivamente.98 per rispondere – o provare a farlo – ad alcune domande. So che molti di voi hanno una vera allergia ai grafici: magari per una volta riesco a spiegare in modo semplice alcune slide, e a commentare con voi i dati più interessanti. Vi aspetto, a tra poco.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2368733 pazienti COVID-19, di cui 1729216 guariti, 557717 attualmente positivi (22784 ricoverati in reparto, 2520 in Terapia Intensiva, 532413 in isolamento domiciliare), e 81800 pazienti deceduti.