Aggiornamento del 15 Novembre 2020

Aggiornamento del 15 Novembre 2020
 
🇮🇹 Si confermano i buoni segnali dei giorni scorsi, e aumentano le province che cominciano a calare. Avanti così senza più paura, ma restiamo attenti.
 
 
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:
 
💊 Sono 33979 i NUOVI POSITIVI, su 195275 TAMPONI (17,4%) e 110731 PERSONE TESTATE (30,69%)*.
 
Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 34775 nuovi positivi al giorno, ossia +2523 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +2714).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +7,8% (ieri era +8,5%, il giorno prima +13,8%, prima ancora +16%, +18,7%, +20,8%, +21,2%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
 
Siamo a 407 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 291, Francia: 440, Regno Unito: 250, Germania: 155, Paesi Bassi: 264, Belgio: 388, Austria: 517, Svezia: 256, Romania: 288, Portogallo: 341, Polonia: 432, Rep.Ceca: 578 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 15/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Valle d’Aosta: 870; Bolzano: 786; Piemonte: 636; Lombardia: 597; Liguria: 448; Umbria: 446; Toscana: 441; Veneto: 440; Campania: 418. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Valle d’Aosta (+46,2%), Puglia (+36,5%), Abruzzo (+34,1%), Basilicata (+24%), Emilia Romagna (+23,9%), Calabria (+21,9%), Sicilia (+21,9%), Friuli VG (+20,8%), e Sardegna (+20,2%).
 
*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento del tutto inaffidabile.
 
💊 Oggi +649 RICOVERI, +116 TERAPIE INTENSIVE, e 546 DECESSI.
 
Abbiamo attualmente 32047 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 110,5% del valore di picco (29010 il 4 aprile) e al 52% dei posti letto attualmente disponibili (62204, fonte: AGENAS, aggiornamento 13/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +801 pazienti al giorno (era +1077 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +21,2%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -25,6% (ieri era -12%, il giorno prima -1,5%, prima ancora -9,3%, +2,7%, +5%, +13,9%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).
 
I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3422, pari al 84,1% del massimo valore raggiunto (4068, il 3 aprile) e al 36% dei posti letto attualmente disponibili (9476, fonte: AGENAS, aggiornamento 13/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +96 pazienti al giorno (era +116 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +24,5%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -16,9% (ieri era -15%, il giorno prima -7%, prima ancora +5,3%, +4,4%, -8,4%, +12,1%).
 
In media abbiamo avuto in Italia 548 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 367 nei sette giorni precedenti.
 
In sette giorni abbiamo avuto 6,41 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 5,2, Francia: 5,55, Regno Unito: 3,9, Germania: 1,2, Paesi Bassi: 3,05, Belgio: 11,4, Austria: 3, Svezia: 0,85, Romania: 4,75, Portogallo: 3,9, Polonia: 5,8, Rep.Ceca: 13,2 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 15/11/2020).
 
📊 Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.
 
🔵 Si conferma stasera la percezione che abbiamo avuto nei giorni scorsi: gli aumenti percentuali si riducono ulteriormente, e anche se su base nazionale non sono ancora a zero, sempre più province stanno “scavallando” e iniziano a scendere nel numero di contagi giornalieri. E’ dunque possibile che i 409 casi per 100.000 abitanti in sette giorni fatti registrare venerdì, che finora resta il punto di incidenza più alto, possa essere ancora superato, ma sarebbe questione di poco tempo, e di poca sostanza. Preferisco concentrarmi su quel che ci aspetta dal punto di vista sanitario, e in particolare sul rischio più serio da evitare, cioè che il picco dei carichi sanitari (che vi ricordo, segue di almeno un paio di settimane quello dei contagi) non sia tale da saturare localmente la ricettività e moltiplicare l’effetto dell’infezione e i morti (non solo i covid), per mancato accesso alle cure. Per questo mi pare molto favorevole la rapida decrescita del numero di nuovi ricoveri e TI negli ultimi 7 giorni (+801 rispetto a + 1077, e + 96 rispetto a +116 rispettivamente), che evidentemente segue il trend dei contagi e quello – sempre più eloquente – delle chiamate al 118 (abbiamo quelle della Lombardia, che comunque ha crescita di contagi di poco inferiore al dato nazionale, quindi può essere presa come riferimento, non come eccezione).
Insomma, è chiaro che la situazione è tutt’altro che rosea, specie per chi lavora in ospedale, e particolarmente in alcune regioni (rimando sempre alle slide per i dettagli di ogni zona), ma con una prospettiva finalmente incoraggiante, e la consapevolezza di avere appiattito la curva senza aver imposto lockdown generalizzati, perfino prima che fossero efficaci i provvedimenti più restrittivi.
Su questi ultimi non commento, e capisco le rimostranze di molti che vedono abbassarsi le saracinesche dei negozi proprio mentre cominciano a calare i numeri del contagio. Non voglio scendere nella polemica e preferisco qui osservare che nessun sacrificio sarà comunque inutile: dobbiamo prendere ora la discesa dei numeri di incidenza, che speriamo di osservare nelle prossime settimane, come un tesoro da mettere da parte per il periodo successivo. Più rapidamente si scende meglio sarà, e prima (e più a lungo) potremo riaprire.
Per ora comunque restiamo concentrati perché il rischio di contagio rimane molto elevato. Mettiamo da parte la paura, finalmente, e trasformiamola in attenzione e determinazione. Ci servono ancora tutte.
 
Un caro saluto
 
Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1178529 pazienti COVID-19, di cui 420810 guariti, 712490 attualmente positivi (32047 ricoverati in reparto, 3422 in Terapia Intensiva, 677022 in isolamento domiciliare), e 45229 pazienti deceduti.