Aggiornamento del 15 dicembre 2020

Aggiornamento del 15 dicembre 2020

🇮🇹   Contagi lentamente verso la stabilizzazione, ma è un equilibrio precario.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 14844 i NUOVI POSITIVI, su 164431 TAMPONI (9%) e 64237 PERSONE TESTATE (23,11%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 16169 nuovi positivi al giorno, ossia -3330 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -3974).
La variazione percentuale dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -17,1% (ieri era -19,7%, il giorno prima -20,1%, prima ancora -20,4%, -22,4%, -21,1%, -20%). Abbiamo verificato che l’andamento di questo valore è l’indicatore predittivo più affidabile del contagio (meglio della stima dell’Rt): nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia.

Siamo a 189 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 109, Francia: 118, Regno Unito: 174, Germania: 171, Paesi Bassi: 273, Belgio: 134, Austria: 236, Svezia: 369, Romania: 218, Portogallo: 262, Polonia: 198, Rep.Ceca: 288 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 14/12/2020). Nei grafici e nelle mappe trovate anche tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -423 RICOVERI, -92 TERAPIE INTENSIVE, e 846 DECESSI.

Abbiamo attualmente 27342 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 41% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 14/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -391 pazienti al giorno (era -390 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -9,1%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -92 pazienti, con 199 ingressi e 291 uscite (ieri sono stati 138/201, il giorno prima 152/193). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3003, pari al 35% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 14/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -49 pazienti al giorno (era -45 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -10,2%.

In media abbiamo avuto in Italia 660 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 697 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -5,4% (ieri era -12,4%, il giorno prima -14,1%, prima ancora -12,2%, -12,4%, -11,6%, -6,4%).

In sette giorni abbiamo avuto 7,72 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 3,15, Francia: 4,15, Regno Unito: 4,45, Germania: 3,45, Paesi Bassi: 2, Belgio: 5,7, Austria: 8,45, Svezia: 2,5, Romania: 5,65, Portogallo: 5,5, Polonia: 7,7, Rep.Ceca: 6,9 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 14/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ultimi 30 giorni.

🔵   In questa situazione di totale incertezza – l’ultima pare riguardare il rientro a scuola degli studenti delle superiori a gennaio, che si dava per garantito sino a ieri – proviamo a mettere qualche punto fermo, almeno sui numeri.

La curva dei contagi è scesa sino a 189 casi per 100.000 abitanti in sette giorni. Sta ancora scendendo, ma ormai molto lentamente, e alcune regioni che hanno raggiunto o superato la soglia di 150, come Lombardia e Liguria, sono ferme da giorni. Altre procedono gradualmente verso livelli inferiori di incidenza, ma la sensazione è che complessivamente sul dato nazionale non andremo oltre quella soglia, che avevamo già indicato come probabile (cioè non era legittimo sperare che si andasse più giù, onestamente). Non vi è alcun dubbio che questo livello sia una scomoda e alquanto instabile posizione: non solo tende a mantenere un flusso di pazienti verso gli ospedali, che quindi si alleggeriscono molto lentamente (nonostante il numero di decessi resti elevato), ma espone a possibili rapide risalite in qualsiasi momento. È lo stesso livello che ha tenuto la Germania per settimane, finchè anche lì è scappato di mano.

Non cadiamo però nell’errore di prendere il numero dei decessi odierni, chiaramente frutto di oscillazione statistica non significativa, come il frutto di questa incidenza: i decessi caleranno ancora, se pur lentamente, e così gli ospedali. A 150 casi per 100.000 abitanti in sette giorni, nonostante il tiro alla fune con il virus sia di per sé instabile, la situazione sarebbe del tutto gestibile: e ci farei la firma. A meno che, appunto, dalla soglia raggiunta si riparta di nuovo.

E qui si aprono logicamente tutte le ipotesi, inclusa quella che il momento attuale, con le sue inevitabili corse agli acquisti di Natale, sia destinato ad essere il motore di quella risalita. Che sia un’ipotesi ritenuta già tanto solida da decidere di cambiare il “colore” a tutto il Paese, preventivamente, è piuttosto sorprendente, come già detto ieri: non perché sia del tutto improbabile, ma perché è basata sulla osservazione di un fenomeno, quello appunto dello shopping, che era del tutto prevedibile, ed è stato addirittura incentivato.

Quindi devo ritenere che fosse preventivato anche il cambio di colore, e che si sfruttino le immagini della calca natalizia per giustificarlo, quando non addirittura per scaricarne la responsabilità sul cittadino incosciente. Respingo fortemente questa idea: se il cittadino, anzi centinaia di migliaia di cittadini, mettono davvero a rischio la salute pubblica, il problema è soprattutto di chi la doveva tutelare. Il comportamento di un singolo è questione di responsabilità individuale, quello di un milione di persone è questione di responsabilità istituzionale, a maggior ragione se quel comportamento è previsto, indotto, e favorito dalle regole. (Faccio oltretutto notare che paventare nuove chiusure otterrà nell’immediato un’ulteriore corsa all’acquisto, e a tutte le attività già vietate prima, e nuovamente vietate a breve).

Con ogni probabilità, si tratta comunque di un “picco” (chiusura o no, dopo Natale non si rivedranno le stesse folle, questo è certo) che dovrebbe essere ricompreso nel sistema di monitoraggio e di modulazione delle azioni di contenimento, non determinarne la completa inversione. La sensazione è invece che sia stato deciso di rilasciare gradualmente il livello di restrizione di ogni Regione sino a consentire qualche giorno di sfrenata corsa al regalo, per poi riprendere una generale e alquanto indiscriminata chiusura, a scapito di ogni altra forma di socializzazione o attività (inclusa, Dio non voglia, la scuola). Ebbene, se questo era il disegno, avrei preferito saperlo, come credo chiunque di noi, e non sentirmi oggetto passivo e ignaro, trattato con approccio paternalista, forzato alla più becera pratica consumistica e infine cazziato amaramente.

Se viceversa sto diventando anch’io un po’ complottista, e la realtà è quella più semplice – non so quanto preferibile – di una guida incerta e confusa, perché incerta e confusa è d’altronde tutta quanta questa maledetta vicenda pandemica, allora sono molto più incline all’accondiscendenza, e a riprendere a guardare questi numeri come se avessero ancora qualche senso, così come cercare di dare agli stessi numeri una spiegazione razionale, e magari fornire una qualche forma di aiuto, per prevederne le evoluzioni e contenerne gli effetti disastrosi. Ecco, facciamo che è così, e torniamo a guardare i numeri, che è meglio.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1870576 pazienti COVID-19, di cui 1141406 guariti, 663313 attualmente positivi (27342 ricoverati in reparto, 3003 in Terapia Intensiva, 632968 in isolamento domiciliare), e 65857 pazienti deceduti.