Aggiornamento del 14 agosto 2021

Aggiornamento del 14 agosto 2021

La situazione complessiva rimane relativamente stabile, nonostante non sia ancora arrivato il punto massimo di incidenza in questa risalita di contagio estiva – chiamiamola pure quarta ondata – caratterizzata da una breve fase molto rapida ormai circa un mese fa, a cui è seguita una lunga frenata. Come perfino l’Rt sta arrivando a cogliere (con i soliti 11 giorni e oltre di ritardo: slide 9), la spiccata trasmissibilità del virus nella sua variante Delta trova al momento parecchia resistenza, o per dirla meglio, una comunità di persone sempre più immunizzate, che prestano il fianco solo in parte alla replicazione del virus, e lo diffondono a loro volta meno spesso.

A voler essere più precisi, la curva di incidenza nazionale, che ogni giorno sembra arrivare al picco – ma ancora non c’è del tutto – stavolta va guardata non solo come la somma di tutte le curve di incidenza regionali, e poi provinciali (lo abbiamo detto spesso in questi mesi, per rendere giustizia delle differenze di diffusione, talora marcate, nel nostro territorio), ma è oggi soprattutto la risultante di due invisibili curve che viaggiano a velocità molto diverse: quella dei vaccinati e quella dei non vaccinati.

Lo vediamo bene nei grafici che oggi si aggiornano con i nuovi dati sulla copertura vaccinale: la differenza nel numero di diagnosi, e soprattutto di ricoveri e decessi, tra chi ha aderito alla campagna e chi ancora resiste, è davvero enorme. Ancora una volta avverto: non limitiamoci a notare quanti vaccinati ci sono tra i ricoverati e i deceduti (slide 19), ma quanti ricoverati e deceduti ci sono tra i vaccinati (e i non vaccinati): slide 20.

Guardando quei grafici è facile immaginare come sarebbe piatta ormai la curva di incidenza se non ci fosse il fardello dei no-vax, o fosse più lieve. I ricoveri in reparto, o in Terapia Intensiva, avrebbero numeri insignificanti, i decessi sarebbero abbattuti. Già adesso, nonostante la quota dei riluttanti sia ancora significativa, l’impatto è modesto. Ogni punto percentuale rubato ai no-vax sono centinaia di ricoveri in meno, decine di vite risparmiate ogni giorno.

Il problema sarebbe, semplicemente, risolto.

Purtroppo, lo sappiamo, una quota di indecisi possiamo ancora recuperarla, ma lo zoccolo duro resisterà, contro ogni evidenza, contro il proprio bene e quello dei propri familiari, e a questa piccola fetta di persone dovremo cedere ancora una quota di disponibilità negli ospedali, sperando che resti marginale, visto che servirebbe ad altro (certo non a rimanere vuota).

A questo proposito, ho aggiunto una slide (la numero 11), perché il numero di posti letto totale e le percentuali di occupazione COVID, sia in area critica che in Terapia Intensiva, sono naturalmente oggetto di interesse crescente. Più che alle operazioni (di aritmetica, e non solo) per evitare le zone gialle, suggerisco di far caso a come diversa sia la disponibilità di posti letto per 100.000 abitanti (le colonnine verdi sullo sfondo, provate a confrontare Emilia-Romagna e Calabria). Qui lo sappiamo da tempo, fin dal modello a zone rosse provinciali, mentre ancora il sistema delle soglie non ne tiene conto. Ad ogni modo, l’auspicio è che ci si convinca sempre più che non serviranno altre restrizioni generalizzate (non serviranno e non avrebbero alcun effetto – siamo onesti). L’unica cosa che serve è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuol guardare.

Un caro saluto

Paolo Spada