Aggiornamento del 12 Novembre 2020

Aggiornamento del 12 Novembre 2020

🇮🇹   Ce la stiamo facendo ad appiattire la curva. Molte province, anche tra le più colpite, frenano la corsa. Le misure funzionano, la resistenza paga.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 37978 i NUOVI POSITIVI, su 234672 TAMPONI (16,2%) e 133478 PERSONE TESTATE (28,45%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 34504 nuovi positivi al giorno, ossia +4749 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +5348).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +16% (ieri era +18,7%, il giorno prima +20,8%, prima ancora +21,2%, +23%, +27,5%, +32,1%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 404 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 300, Francia: 470, Regno Unito: 236, Germania: 149, Paesi Bassi: 303, Belgio: 530, Austria: 450, Svezia: 236, Romania: 262, Portogallo: 310, Polonia: 421, Rep.Ceca: 666 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 12/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 810; Valle d’Aosta: 722; Piemonte: 631; Lombardia: 606; Umbria: 478; Campania: 457; Veneto: 451; Toscana: 449; Liguria: 447. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Calabria (+46,2%), Basilicata (+41,7%), Piemonte (+40,5%), Friuli VG (+29,1%), Puglia (+28%), Bolzano (+27,6%), Veneto (+26%), Sicilia (+22,3%), e Sardegna (+22,1%).

Altre Regioni si stanno invece avvicinando al picco: Molise, Liguria, Trento, Marche, Campania, Lazio, Umbria, Valle d’Aosta, Toscana, Lombardia sono intorno o meno del 10% di aumento.

*Va considerato che i rapporti positivi/tamponi e positivi/persone testate ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici (non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi).

💊  Oggi +429 RICOVERI, +89 TERAPIE INTENSIVE, e 636 DECESSI.

Abbiamo attualmente 29873 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 103% del valore di picco (29010 il 4 aprile) e al 54% dei posti letto attualmente disponibili (55596, fonte: AGENAS, aggiornamento 11/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +945 pazienti al giorno (era +1042 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +28,5%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -9,3% (ieri era +2,7%, il giorno prima +5%, prima ancora +13,9%, +9,3%, +6,9%, +8,8%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3170, pari al 77,9% del massimo valore raggiunto (4068, il 3 aprile) e al 35% dei posti letto attualmente disponibili (9163, fonte: AGENAS, aggiornamento 11/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +111 pazienti al giorno (era +106 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +32,6%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +5,3% (ieri era +4,4%, il giorno prima -8,4%, prima ancora +12,1%, +10,8%, +10,6%, +10,3%).

In media abbiamo avuto in Italia 485 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 296 nei sette giorni precedenti.

In sette giorni abbiamo avuto 5,68 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,95, Francia: 5,05, Regno Unito: 3,5, Germania: 1,05, Paesi Bassi: 2,95, Belgio: 11, Austria: 2,45, Svezia: 0,55, Romania: 4,4, Portogallo: 3,45, Polonia: 5,2, Rep.Ceca: 13,6 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 12/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵   Nonostante alcuni TG insistano a distribuire panico, sono molti i media che finalmente riconoscono i segni della frenata della curva dei contagi, che sommessamente abbiamo evidenziato nei giorni scorsi. Non si tratta ancora di un calo – spero sia chiaro, almeno ai lettori di questa pagina – ma di una inequivocabile traiettoria che sta portando questa seconda ondata a rallentare progressivamente la salita sino al picco, già raggiunto o molto vicino in alcune province, più lontano per altre. Non significa quindi che la situazione sia rosea, tutt’altro, ma che si avvertono chiaramente i segni dell’azione delle prime misure adottate (e che ragionevolmente si sentirà a breve anche l’effetto delle ultime). Se non si accetta questa evidenza, o si nega esplicitamente (con mio rammarico, poco fa il tg di LA7, ad esempio), non sorprende che la chiusura totale sia avvertita come provvedimento inevitabile (salvo poi ricordare, magari nello stesso notiziario, gli effetti devastanti del rallentamento economico sul lavoro, sulle famiglie: e dunque?).

Eppure, basterebbe così poco: guardare con un minimo di attenzione le curve di andamento dei casi, e quelle degli aumenti percentuali (sette giorni sui sette precedenti), che qui mostriamo nelle prime slide, e nelle mappe dei pianeti: diverse regioni (le ho ricordate in apertura: Molise, Liguria, Trento, Marche, Campania, Lazio, Umbria, Valle d’Aosta, Toscana, Lombardia) sono ormai a pochi punti percentuali dallo zero (cioè alla fine della crescita dei contagi), e parecchie province già accennano alla discesa. Ancora più evidente è l’andamento delle chiamate al 118 in Lombardia, indice precoce della diffusione del virus nel territorio: raggiunto il picco, ora si comincia a scendere.

Certo che negli ospedali siamo in difficoltà. Certo che la gente muore. Nessuno qui vuole minimizzare il dramma, le perdite, l’incredibile affanno di chi deve far fronte. Ma capite l’importanza di aver resistito senza arrenderci? Di aver appiattito la curva, senza cedere su tutta la linea, fermare il lavoro, chiudere le scuole? È il risultato dello sforzo di tutti noi, e non è cosa da poco. Stiamo fermando la corsa del virus, siamo a un passo, lo stiamo facendo, tutti noi.

Come non fossero abbastanza i sacrifici che ci impone il virus, tocca resistere anche alle parole di sconforto, ai presagi di sventura, a chi è sempre contro, qualsiasi cosa avvenga, a quelli che è tutto falso, che i numeri non contano, e a una miriade di paure indotte e motivi di confusione (l’ultima è quella dei test: ora alcune regioni hanno preso a contare quelli rapidi antigenici insieme ai molecolari: così, per distinguersi dalle altre, e far saltare del tutto quel poco che si poteva capire e cercare di far capire). Ma noi non cediamo, restiamo in piedi e ci mettiamo tutta la nostra combattività. Perché possiamo farcela, ce la stiamo facendo, e non intendiamo arrenderci proprio adesso, no davvero.

Un abbraccio

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1066401 pazienti COVID-19, di cui 387758 guariti, 635054 attualmente positivi (29873 ricoverati in reparto, 3170 in Terapia Intensiva, 602011 in isolamento domiciliare), e 43589 pazienti deceduti.