Aggiornamento del 12 dicembre 2020

Aggiornamento del 12 dicembre 2020

🇮🇹   Oggi lieve rallentamento della discesa: d’ora in poi è da considerarsi normale. Facciamo caso per tempo ai rialzi.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 19903 i NUOVI POSITIVI, su 196439 TAMPONI (10,1%) e 78563 PERSONE TESTATE (25,33%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 16541 nuovi positivi al giorno, ossia -4239 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -4828).
La variazione percentuale dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -20,4% (ieri era -22,4%, il giorno prima -21,1%, prima ancora -20%, -17,7%, -16,9%, -18,5%).

Siamo a 194 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 109, Francia: 116, Regno Unito: 165, Germania: 164, Paesi Bassi: 248, Belgio: 129, Austria: 252, Svezia: 369, Romania: 226, Portogallo: 265, Polonia: 206, Rep.Ceca: 279 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 12/12/2020).
Questi i valori attuali delle Regioni italiane, in ordine di incidenza: Veneto: 504; Friuli VG: 391; Bolzano: 267; Emilia Romagna: 243; Trento: 242; Puglia: 229; Piemonte: 184; Lazio: 165; Marche: 155; Campania: 155; Lombardia: 145; Sicilia: 139; Abruzzo: 134; Umbria: 129; Liguria: 117; Valle d’Aosta: 111; Toscana: 108; Sardegna: 107; Molise: 102; Basilicata: 91; Calabria: 70.
Guardando invece la variazione percentuale rispetto ai sette giorni precedenti, le regioni con il valore più alto sono: Veneto (+18,8%), Puglia (-9,7%), Friuli VG (-11,5%), Emilia Romagna (-15,2%), Trento (-17,8%), Marche (-18,8%), Lazio (-21,8%), Sicilia (-22,7%), e Umbria (-23,3%).

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -496 RICOVERI, -66 TERAPIE INTENSIVE, e 649 DECESSI.

Abbiamo attualmente 28066 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 42% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 11/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -299 pazienti al giorno (era -449 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -6,9%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -66 pazienti, con 195 ingressi e 261 uscite (ieri sono stati 208/234, il giorno prima 251/280). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3199, pari al 37% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 11/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -45 pazienti al giorno (era -35 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -9%.

In media abbiamo avuto in Italia 646 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 736 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -12,2% (ieri era -12,4%, il giorno prima -11,6%, prima ancora -6,4%, -3,5%, -1,8%, +1,8%).

In sette giorni abbiamo avuto 7,56 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 3,15, Francia: 4,2, Regno Unito: 4,45, Germania: 3,3, Paesi Bassi: 2, Belgio: 6,05, Austria: 8,45, Svezia: 2,5, Romania: 5,75, Portogallo: 5,35, Polonia: 7,95, Rep.Ceca: 6,95 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 12/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ultimi 30 giorni.

🔵   Io insisto nel dire che le variazioni percentuali andrebbero considerate un indicatore molto utile per prevedere l’andamento del contagio. E vi faccio l’esempio del Veneto, ma prima devo spiegare qualcosa.

Ho aggiunto nelle slide 5 e 6 l’Rt puntuale. Di che si tratta? Voi sapete che da sempre l’Istituto Superiore di Sanità pubblica il report settimanale di monitoraggio epidemico, che include la stima dell’Rt. Questa stima è mostrata nelle slide 5 e 6 in colore rosso, e viene calcolata sulla base di un periodo di 14 giorni (generalmente quelli da 23 a 10 giorni prima rispetto alla data della conferenza stampa in cui la stima è resa nota: scorrendo sul grafico appare l’intervallo di riferimento, potete controllare. E sì, è parecchio tempo). Dal mese di novembre, però, come certamente sapete, la cosiddetta Cabina di Regia pubblica anche ciascuno dei 21 indicatori di andamento regionale, sulla scorta dei quali vengono presi i provvedimenti restrittivi, e deciso il colore delle regioni. Il più importante resta la stima dell’Rt, espressa in questo caso con dato “puntuale”, calcolato ad una certa data, che vediamo essere quella di 16 giorni prima della conferenza stampa. Ad esempio, ieri, 11 dicembre, l’Rt puntuale contenuto nella tabella dei 21 indicatori è calcolato alla data del 25 novembre, la scorsa settimana era il 18 novembre e così via.

Naturalmente, anche nei grafici di slide 5 e 6, fa fede la data di pubblicazione, e non quella a cui viene riferito il calcolo, perché è a posteriori che, raccolte le informazioni necessarie per la stima, si ottiene e si pubblica il dato, sul quale quindi grava quel ritardo (in gran parte inevitabile, così come lo è quello della conta dei positivi, e delle variazioni percentuali stesse).

Insomma, visto che talvolta l’Rt a 14 giorni e quello puntuale non coincidono del tutto, e considerato che sui famosi 21 indicatori si giocano i colori delle regioni, mi è sembrato giusto approfondire, e aggiungere anche quel valore ai grafici. In realtà, la valutazione non cambia granché: resta sempre valido, a mio avviso, il valore predittivo delle variazioni percentuali rispetto alla stima dell’Rt, che a sua volta precede l’andamento del contagio. L’esempio del Veneto può essere interessante: i due picchi dell’Rt sono preceduti dalla curva delle variazioni, così come la fase di discesa (e questo, noterete, vale praticamente per ogni regione). Ora L’Rt a 14 giorni segna un quasi sufficiente 1,01, e quello puntuale un rassicurante 0,91. Non sorprende quindi che si decida di non ritoccare il colore della regione Veneto. Ma se l’anticipo che le variazioni percentuali mostrano nelle fasi precedenti resta valido, l’Rt sta ora leggendo la parte piatta della curva viola, quella di fine novembre- primi giorni di dicembre, in cui il valore aveva effettivamente un favorevole segno negativo (se pur di poco). Da qualche giorno, però, le variazioni segnano +10/+13% (oggi +18,8%), noi ci sbracciamo da una settimana, ma tutto fa pensare che l’Rt non sia ancora arrivato a rilevare il problema.

Perché è importante, al di là del caso Veneto, che di per sé non è gran cosa? Perché invece di continuare a chiederci se ci sarà o no una terza ondata, dobbiamo renderci conto che sicuramente ci saranno ancora risalite, e dipenderà solo dalla rapidità con la quale metteremo in atto misure di risposta tempestive che il rialzo potrà essere contenuto e non diventare un’altra salita esponenziale.

Ora io, non pago del mio lavoro in ospedale in cui cerco di far qualcosa di buono per ogni paziente, posso anche credere di poter salvare vite a mazzi nel dopolavoro, ma davvero non è questo l’obiettivo a cui sto ragionevolmente puntando. Accendere qualche spunto di riflessione sì, però, e mi piacerebbe sollevare almeno il dibattito.

A proposito del Veneto, comunque, precedo l’obiezione che là si fanno tanti tamponi: è vero, forse il valore assoluto dei casi è meno sottostimato che in altre regioni, ma l’andamento non mente. Poi ci sono i dati ospedalieri, in aumento. E infine: guardate le mappe 20, 21 e 22: il fenomeno non è legato alla regione, ma geograficamente supera i suoi confini. Non si tratta quindi di metodi di misurazione diversi, il problema esiste.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1825775 pazienti COVID-19, di cui 1076891 guariti, 684848 attualmente positivi (28066 ricoverati in reparto, 3199 in Terapia Intensiva, 653583 in isolamento domiciliare), e 64036 pazienti deceduti.