Aggiornamento del 10 Novembre 2020

Aggiornamento del 10 Novembre 2020
🇮🇹 Si rimane in attesa del picco dei contagi, e dell’efficacia delle misure di contenimento.
I segnali non mancano, bisogna mantenere la calma ed evitare decisioni estreme.
 
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:
💊 Sono 35098 i NUOVI POSITIVI, su 217758 TAMPONI (16,1%) e 129814 PERSONE TESTATE (27,04%)*.
Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 33662 nuovi positivi al giorno, ossia +5797 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +5711).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +20,8% (ieri era +21,2%, il giorno prima +23%, prima ancora +27,5%, +32,1%, +38,1%, +43,2%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
Siamo a 394 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 301, Francia: 479, Regno Unito: 239, Germania: 143, Paesi Bassi: 327, Belgio: 661, Austria: 413, Svezia: 173, Romania: 243, Portogallo: 303, Polonia: 401, Rep.Ceca: 716 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 10/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 797; Valle d’Aosta: 684; Piemonte: 608; Lombardia: 597; Umbria: 474; Campania: 471; Liguria: 461; Toscana: 450; Veneto: 431. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Basilicata (+68,6%), Calabria (+53%), Bolzano (+48,6%), Piemonte (+45,4%), Veneto (+31,4%), Sicilia (+29,8%), Emilia Romagna (+23,8%), Campania (+23,8%), e Friuli VG (+19,7%).
*Va considerato che i rapporti positivi/tamponi e positivi/persone testate ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici (non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi).
💊 Oggi +997 RICOVERI, +122 TERAPIE INTENSIVE, e 580 DECESSI.
Abbiamo attualmente 28633 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 98,7% del valore di picco (29010 il 4 aprile) e al 53% dei posti letto attualmente disponibili (53752, fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +1074 pazienti al giorno (era +1023 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +35,6%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +5% (ieri era +13,9%, il giorno prima +9,3%, prima ancora +6,9%, +8,8%, +16,3%, +20,4%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).
I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 2971, pari al 73% del massimo valore raggiunto (4068, il 3 aprile) e al 42% dei posti letto attualmente disponibili (7121, fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +107 pazienti al giorno (era +116 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +33,5%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -8,4% (ieri era +12,1%, il giorno prima +10,8%, prima ancora +10,6%, +10,3%, +12,3%, +23,9%).
In media abbiamo avuto in Italia 417 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 245 nei sette giorni precedenti.
In sette giorni abbiamo avuto 4,88 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,6, Francia: 4,45, Regno Unito: 3,2, Germania: 0,85, Paesi Bassi: 2,8, Belgio: 9,8, Austria: 2,25, Svezia: 0,45, Romania: 3,95, Portogallo: 3, Polonia: 4,7, Rep.Ceca: 12,7 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 10/11/2020).
📊 Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.
🔵 Oggi dunque numeri lievemente peggiori sulle curve dei casi, lievemente migliori su quelle degli ospedali. Parlo sempre delle percentuali di aumento relativo (sette giorni rispetto ai sette precedenti), che trovate nella slide 3 per i casi, e nella 8 per TI e ricoveri. Vedere ridursi l’incremento settimanale delle Terapie Intensive è già motivo di qualche sollievo, specie in questo momento, in cui il carico ospedaliero, prossimo alla saturazione in alcune zone, rischia di innescare temibili effetti a catena (allorché non si pagano solo le conseguenze dell’infezione, ma anche quelle del mancato accesso alle cure, sia per i malati covid che per tutte le altre urgenze indifferibili). In queste settimane è oltretutto probabile che si manifesti un aumento della gravità media dei soggetti che si presentano in PS, per via di una selezione a monte, autoindotta dai pazienti meno severi, che temono il sovraffollamento degli ospedali. Di per sé è auspicabile che non ci si rivolga all’ospedale se non vi è effettiva necessità. D’altra parte, il timore del sovraffollamento ha talvolta portato persone a sottovalutare troppo a lungo il proprio aggravamento, e ad arrivare in condizioni irrecuperabili. Quando si drammatizza la narrazione dell’epidemia e dei PS, forse pensando di indurre l’incauto cittadino a mettersi una volta in più la mascherina, si dovrebbe tener conto anche di questo.
La giusta via, quella della razionale e ragionevole via di mezzo tra l’esasperazione e la minimizzazione, sembra merce sempre più rara. Apprezzo chi in questi giorni di attesa ansiosa di tangibili segni di miglioramento non perde la testa, guarda i dati con attenzione, e sapendo che nessun ulteriore provvedimento avrebbe efficacia nel breve, confida che la curva prosegua la traiettoria e cominci presto a scendere. Le ragioni di questa speranza sono fondate, e i primi segnali stanno arrivando. Forza, forza, forza.
Un caro saluto
Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
995463 pazienti COVID-19, di cui 363023 guariti, 590110 attualmente positivi (28633 ricoverati in reparto, 2971 in Terapia Intensiva, 558506 in isolamento domiciliare), e 42330 pazienti deceduti.