Aggiornamento del 1 dicembre 2020

Aggiornamento del 1 dicembre 2020

🇮🇹   Prosegue la discesa. Bisogna imparare a reagire più rapidamente al contagio, e a modulare le misure restrittive, limitandole al necessario.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 19350 i NUOVI POSITIVI, su 182100 TAMPONI (10,6%) e 85112 PERSONE TESTATE (22,73%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 23697 nuovi positivi al giorno, ossia -7296 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -8021).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -23,5% (ieri era -24,9%, il giorno prima -23,5%, prima ancora -22%, -19,3%, -16,8%, -14,5%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 277 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 161, Francia: 173, Regno Unito: 179, Germania: 152, Paesi Bassi: 205, Belgio: 165, Austria: 411, Svezia: 317, Romania: 284, Portogallo: 352, Polonia: 338, Rep.Ceca: 271 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 1/12/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Friuli VG: 477; Bolzano: 424; Veneto: 422; Piemonte: 362; Emilia Romagna: 313; Lombardia: 299; Valle d’Aosta: 287; Trento: 281; Campania: 280.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi -376 RICOVERI, -81 TERAPIE INTENSIVE, e 785 DECESSI.

Abbiamo attualmente 32811 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 47% dei posti letto attualmente disponibili (69373, fonte: AGENAS, aggiornamento 28/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -252 pazienti al giorno (era +215 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato -5,1%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -217,5% (ieri era -169,9%, il giorno prima -164%, prima ancora -128,7%, -109%, -88,5%, -80,1%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3663, pari al 40% dei posti letto attualmente disponibili (9176, fonte: AGENAS, aggiornamento 28/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di -22 pazienti al giorno (era +29 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato -4%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -175% (ieri era -120,8%, il giorno prima -112,7%, prima ancora -99,1%, -93,4%, -75,3%, -69,8%).

In media abbiamo avuto in Italia 722 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 692 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +4,4% (ieri era +8,5%, il giorno prima +10,6%, prima ancora +11,4%, +15,3%, +16,3%, +12,8%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

In sette giorni abbiamo avuto 8,45 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,05, Francia: 5,75, Regno Unito: 4,75, Germania: 2,3, Paesi Bassi: 2,45, Belgio: 8,2, Austria: 7, Svezia: 1,75, Romania: 5,8, Portogallo: 5,05, Polonia: 8,75, Rep.Ceca: 8,8 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 1/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵  Nei giorni scorsi abbiamo messo in relazione l’andamento dei casi (usando sempre il valore su 100.000 abitanti in sette giorni, che evita le fluttuazioni e consente il confronto tra regioni), e quello degli aumenti percentuali in sette giorni (rispetto ai sette precedenti), con le misure di contenimento adottate nella seconda ondata (slide 3 e 4). Ne abbiamo ricavato che per la maggioranza delle Regioni il rallentamento della curva è iniziato prima dell’istituzione delle aree “colorate”, e in particolare prima che esse potessero dirsi efficaci. L’abbiamo fatto perché in questo momento, e nei prossimi mesi, sarà molto importante scegliere le misure di restrizione, posto che di qualcuna avremo certamente bisogno, e farlo con oculatezza, senza cadere nell’errore di attribuire ad uno o all’altro provvedimento un ruolo che non ha, e di cui forse si può fare a meno. Nel merito non voglio entrare, nonostante mi venga chiesto spesso nei commenti: alcune “battaglie” di questa pagina sono sufficientemente esplicitate e motivate in altri post, mentre per altre restrizioni (ok lo dirò: trovo ad esempio che chiudere i confini delle regioni sia una vessazione eccessiva) non pretendo di poterne dimostrare o smentire la fondatezza con questi grafici.

Ma un altro tema mi sta a cuore, e stasera introduco due nuove slide (agli allergici dei grafici domando scusa, e chiedo semmai un piccolo sforzo, perché si tratta di questione importante). Così come sono e saranno fondamentali i metodi per valutare l’efficacia delle restrizioni, sono e saranno ancora più rilevanti i metodi per accertarsi per tempo di quanto bene o male stia andando il contagio, evitando se possibile di farsi sorprendere nuovamente dalla crescita di casi. Insomma, prevenire è meglio, visto che – come già sottolineato – ogni provvedimento d’urgenza richiede comunque 10-15 giorni per agire, ed ogni ritardo si paga con migliaia di morti, ma non si può d’altronde stringere sempre al massimo ogni cautela preventivamente. Dunque mostro stasera nella slide 5 il valore predittivo del noto indice Rt rispetto alla curva dei casi. Vedrete che, ad esempio per la Lombardia, alla data in cui la stima dell’Rt è stata diffusa l’indice appare in anticipo sull’andamento del contagio, mostrando buon valore predittivo (nonostante sia calcolato sui giorni precedenti, che trovate scorrendo sul grafico). Ma la successiva slide, la numero 6, è a mio modesto avviso ancora più interessante: mostra stavolta l’andamento degli aumenti percentuali (sì, sempre quelli sui sette giorni), in confronto all’indice Rt, rispetto al quale appare ulteriormente in vantaggio, anticipandone la traiettoria. Lascio a voi riflessioni e commenti, ma non rinuncio a dire che non mi pare un caso se per molte settimane abbiamo avuto la sensazione di parlare per primi (in genere inascoltati): nel nostro piccolo ci pare di aver tenuto in considerazione l’elemento che più degli altri si dimostra in grado di suonare l’allarme, se necessario, o di monitorare la risposta. Mi pare una buona notizia. Meno buona che debba farlo io qui, forse.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1620901 pazienti COVID-19, di cui 784595 guariti, 779945 attualmente positivi (32811 ricoverati in reparto, 3663 in Terapia Intensiva, 743471 in isolamento domiciliare), e 56361 pazienti deceduti.