A che punto è il contact tracing in Italia

A che punto è il contact tracing in Italia

Il governo dovrebbe decidere a breve a chi affidare la realizzazione dell’applicazione per tracciare i contagi – ci sono due forti candidati – ma servirà soprattutto un piano per usare i dati.

Il gruppo di esperti nominato dalla ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, sta terminando il proprio lavoro per indicare l’applicazione che potrà essere impiegata per il tracciamento dei contatti (“contact tracing”), nel tentativo di ridurre la diffusione del coronavirus in Italia. Il lavoro di selezione ha coinvolto 74 esperti in diverse discipline, che hanno esaminato le proposte presentate da aziende e centri di ricerca in risposta al bando rapido avviato da Pisano alla fine di marzo. L’iniziativa è seguita con grande interesse perché potrebbe offrire nuovi strumenti per contenere i contagi, ma le informazioni disponibili sono ancora poche e parziali.

Come è stato segnalato da diverse fonti negli ultimi giorni, sembra che gli esperti abbiano identificato come migliore candidata un’applicazione realizzata da Bending Spoons, azienda con sede a Milano e con una forte presenza nel mercato delle app, in collaborazione con il Centro Medico Santagostino (CMS), che negli ultimi anni ha aperto numerosi ambulatori in Lombardia e a Bologna, offrendo servizi sanitari a prezzi piuttosto convenienti e con un approccio orientato sul digitale per la gestione dei pazienti (prenotazioni, pagamenti, assistenza online e cartelle cliniche).

Articolo pubblicato da “ilPost“, continua a leggerlo sul sito del giornale